Barche a fuoco per un cortocircuito

unione sarda
Venerdì 26 febbraio 2010

Studiati i video: nessuno si è avvicinato ai natanti, è stato un incidente

Quattordici ore di registrazioni passate al vaglio. Non sarebbe emerso alcun movimento sospetto dall’analisi dei video relativi all’incendio di lunedì al porto turistico di Marina di Capitana. Gli investigatori, coordinati dal dirigente del commissariato di via Firenze Giacinto Mattera, hanno passato al setaccio le immagini del sistema di video sorveglianza dell’approdo turistico. È stato preso in considerazione un arco temporale abbastanza ampio proprio per fugare qualsiasi sospetto su un’eventuale azione dolosa. Un’ipotesi che non è stata sottovalutata, anche perché il rogo sarebbe partito dal motoscafo del probabile candidato sindaco per il centrodestra, il capogruppo del Pdl in Consiglio provinciale Mauro Contini. Gli accertamenti fin qui effettuati, compresa la testimonianza della guardia di turno quando è scoppiato l’incendio, portano a ritenere più probabile un fatto accidentale. Gli esperti dei vigili del fuoco e della capitaneria di porto stanno proseguendo gli accertamenti sull’imbarcazione di Contini, colata a picco assieme ad altri cinque natanti. Erano tutti ormeggiati uno di fianco all’altro nello stesso pontile. L’intervento tempestivo dei soccorsi ha evitato conseguenze ben più disastrose, anche se ora Marina di Capitana sta facendo i conti con l’inquinamento delle acque interne. Da mercoledì sono entrate in azione le squadre dei Battellieri di Cagliari, società specializzata in bonifiche ambientali. I sei relitti sono stati tirati fuori dall’acqua mentre è ancora in corso il recupero delle sostanze inquinanti, a iniziare dal carburante delle imbarcazioni colate a picco. Una barriera assorbente è stata posizionata all’imboccatura del porto: ogni due ore deve essere sostituita per eliminare i liquidi pericolosi. Gli specialisti, inoltre, stanno passando al setaccio l’intero specchio d’acqua dell’approdo. (g. mdn.)
Fonte: unione sarda