La Capitaneria e i suoi angeli del mare

unione sarda

Un impegno e una passione racchiusi in un libro presentato pochi giorni fa dalla Guardia Costiera

Domenica 15 luglio 2007
 
O ttomila chilometri di sicurezza sulle coste italiane. Per aiutare i più sfortunati, per combattere l’inquinamento, per utilizzare correttamente le risorse e assaporarne fino in fondo la bellezza del mare: dal 1861 la Capitaneria di porto veglia sui litorali italiani. Un impegno e una passione racchiusi in un libro che la Guardia Costiera ha presentato mercoledì nella sede di via Dei Calafati. Un testo che racconta la storia e l’evoluzione delle capitanerie di porto, anello fondamentali per la sicurezza delle coste e dei cittadini in un paese, l’Italia, proiettato sul mare e con uno sviluppo costiero di circa 8000 chilometri. La storia, gli interventi e le missioni degli “angeli del mare” esposti in un volume corredato da splendide fotografie di Alberto Luca Recchi e da interventi illustri, quali quelli di Piero Ottone, Arrigo Petacco, e Magdi Allam. A Cagliari è spettato al direttore marittimo Domenico Di Michele, accompagnato dal giornalista di Videolina Andrea Frailis, render merito ad una pubblicazione che vuole sottolineare una volta di più lo spirito di sacrificio e l’entusiasmo di un corpo che ogni anno salva 20 mila persone. Edito dalla Società Imago Media, il testo si divide in tre parti, il passato, il presente e il futuro delle capitanerie di porto. Dall’unità d’Italia ai giorni nostri, dai capitani di porto alla tecnologia attuale, un viaggio nel mondo degli “uomini e delle donne in divisa bianca”, che racconta e giustifica il fascino particolare di chi lavora per garantire la sicurezza delle coste. «Pur illustrando una realtà complessa e delicata», spiega il direttore marittimo Di Michele, «il testo offre uno spaccato esaustivo di quella che può essere la realtà del nostro corpo, formato da persone responsabili che conoscono e rispettano il mare. Undicimila uomini e donne che con il loro impegno ad avvicinare la gente, a garantire la sicurezza, a svolgere missioni, magari molto semplici, ma estremamente importanti per la nostra società, rappresentano insieme ai battellieri, agli ormeggiatori, ai piloti e a tutti quelli che operano per mare, una garanzia e un punto di riferimento».  (fe.fo.)
Fonte: unione sarda