L’UNIONE SARDA – TERRAMAINI, ECATOMBE NEL CANALE – LUNEDÌ 02-10-2006

unione sarda

Al macero tonnellate di muggini uccisi dall’inquinamento

Lunedì 02 ottobre 2006
 
Venti tonnellate di muggini morti sono state raccolte a Terramaini e trasportate negli impianti dell’Agrolip di Bonorva per essere smaltite.
L a spiegazione sulla strage è rimasta sott’acqua. A venire a galla sono, per ora, le piccole verità, le concause di una incredibile moria di pesci che ha mandato al macero tonnellate di muggini, reso l’acqua del Terramaini putrida e l’aria irrespirabile. L’intervento La task force chiamata a bonificare il canale ha mosso i suoi passi con leggero ritardo sulle tabelle di marcia e la corrente del corso d’acqua si è inevitabilmente trascinata dietro, oltre a migliaia di carcasse, anche polemiche più o meno roventi. Destinate, con tutta probabilità, a non fermarsi. Intanto non sono bastate le ipotesi di morte. Anossia. Sbarramento. Pioggia eccezionale. Torbide e detriti trascinati in acqua dal temporale dell’ultima domenica di settembre. Il parco Ricorda il direttore del Parco di Molentargius, Mariano Mariani, di aver avvisato immediatamente, già dopo i primi segnali, il servizio di Igiene ambientale. «Ci è stato risposto che non era un fatto poi così preoccupante». Ma quella di questi giorni non era il fenomeno ciclico degli anni scorsi, la ‘tradizionale’ moria di cefali provocata dal surriscaldamento dell’acqua del canale e il conseguente crollo del tasso di ossigeno disciolto in acqua. «In effetti – conferma l’assessore ai Servizi sociali, Gianni Giagoni – la relazione della Asl non era per nulla preoccupante, direi anzi che il tono del documento era molto vago e generico». Ma ora dopo ora la situazione è precipitata. Non un quintale, neppure due. Venti tonnellate di muggini sono rimasti uccisi. Il dito è puntato sui lavori di completamento del sistema fognario di Cagliari il cui cantiere, aperto sul Terramaini all’altezza del bacino di carenaggio del porto, ha di fatto creato una diga nel canale impedendo un sufficiente ricambio idrico. E questo mentre dal cielo è scesa, due domeniche fa, una quantità d’acqua eccezionale che, slavando i terreni circostanti, si è portata dietro terra e detriti. Sarebbero questi, i più leggeri, ad aver soffocato i muggini infilandosi nelle loro branchie. Ma non sono pochi quelli che ipotizzano anche altre cause, tra cui lo scarico di sostanze inquinanti nel Terramaini. Task force Ieri mattina i lavori (in campo, oltre alla società Battellieri che ha sistemato le panne galleggianti per ammassare le carcasse, anche la De Vizia che si occupa in città dello smaltimento dei rifiuti urbani) sono proseguiti nella bocca del canale verso il porto. «La maggior parte dei pesci è stata recuperata – conferma il responsabile della De Vizia, Virgilio Vardeu . ora comincia l’impresa più ardua e complessa visto che bisognerà raccogliere le carcasse dagli argini o quelle ancora sparse nel canale». Le venti tonnellate di cefali recuperate con le benne e caricate sui camion sono state trasferite a Macchiareddu, negli impianti dell’Agrolip. Ma per essere smaltiti dovranno ancora viaggiare. Fino a Bonorva, nell’altra sede aziendale oggi unica in grado di trattare i prodotti della macellazione e ora anche i muggini del Terramaini. Andrea Piras
Fonte: unione sarda